Spesso un bambino non sa proprio da dove cominciare per cercare una soluzione al suo problema e, ancora più spesso, non sa nemmeno di averlo, oppure non crede di poter essere aiutato o che qualcuno lo capisca, perso nella sua ansia. In quanto genitori o educatori del bambino è di dovere aiutarlo a trovare una soluzione e farlo uscire da quella sorta di limbo di insicurezze.
Ma qual è il metodo adatto?
Il Problem Solving rappresenta una risposta più che adeguata: è uno strumento cognitivo utile soprattutto nelle situazioni difficili, come quelle che vive ogni giorno un bambino ansioso. In poche parole, è molto efficace per cercare di aiutare il bambino nei periodi di insicurezze e nei momenti in cui le pressioni esterne lo affaticano i modo particolare, manifestandosi sottoforma di ansia.
Il Problem Solving ha lo scopo di far riconoscere al bambino le sue difficoltà nel momento in cui si trova ad affrontare situazioni difficili le quali, però, possono avere alcune soluzioni.
Dunque il "compito" (se così si può chiamare) del Problem Solving è quello di individuare la strategia migliore per superare il problema. In genere si svolge in una suddivisione di cinque punti fondamentali, dei veri e propri passaggi da attuare in modo graduato con il bambino: